Login

Per effettuare il login, vi preghiamo di immettere il vostro indirizzo e-mail e la vostra password, quindi cliccare su Login.

Se avete dimenticato la vostra password, vogliate cliccare qui per favore.

MyFleurop: i vostri vantaggi!

MyFleurop è il Club Clienti di Fleurop grazie al quale potete approfittare di allettanti vantaggi:

  • Iscrizione gratuita
  • Registrazione semplice tramite indirizzo e-mail
  • 50 punti MyFleurop come premio di benvenuto
  • Raccolta di punti MyFleurop su tutti i canali di vendita Fleurop
  • Ordinazione di fiori più conveniente
  • Allettanti premi
  • Sorprendenti offerte speciali ed eventi
  • Ordinazione semplificata e più veloce grazie agli indirizzi memorizzati
  • Servizio di promemoria per le date importanti
  • Conto punti semplice e trasparente

Ammalianti gigli

Lilien

I gigli rientrano tra i fiori più amati e ammirati. Voglia di saperne di più in merito a significato, storia, varietà, profumo, cultori, simbolismo e leggende? Cliccate i titoli che vi interessano e poi: buona lettura!

I gigli e la loro storia: i primi fiorirono 12 milioni di anni fa

Rote LilieGelbe LilieMadonnenlilien

Lo sapevate che il genere dei gigli conta circa 110 specie e innumerevoli varietà? Ovvio, quindi, che siano così ambiti e apprezzati. Da noi sono annoverati perfino tra i fiori da taglio più richiesti. E probabilmente rientrano anche tra i fiori più antichi del mondo: le loro origini risalgono a circa 12 milioni di anni fa. Sembra che i primi siano comparsi nella regione himalayana. Poi ulteriori specie si propagarono progressivamente in tutti i continenti dell'emisfero boreale. Per la loro bellezza, i gigli erano apprezzati in molte culture come piante ornamentali, ma erano spesso anche simboli religiosi. La maggiore zona di diffusione odierna è la Cina, seguita dal Giappone, dall'America del Nord nonché dall'Europa e dal Caucaso. In particolare in Asia i gigli si utilizzano ancora oggi anche come pianta medicinale e in cucina. La più vasta area di espansione è stata raggiunta dal giglio martagone (Lilium martagon), oggi diffuso dalla Cina fino alla Russia e alla penisola iberica. Il giglio ha acquisito importanza industriale come cultivar e fiore da taglio appena nel XX secolo.

Regali floreali con gigli sono selezionabili QUI.

 


Verso l'alto

Giglio: un po' di etimologia

Rote LilienLilienPinke Lilien

La parola "giglio" deriva dal greco "leírion" probabilmente riconducibile, in base alle fonti etimologiche, a un termine dell'antica lingua egiziana che significava "fiore". È interessante il fatto che s'incontrano termini affini per la parola "fiore" anche nelle lingue camitiche (ilili) e in basco (lili). Sul motivo per il quale i greci derivarono il nome del giglio dall'egiziano antico per "fiore" si può solo speculare. Potrebbe darsi che nell'epoca greco-romana i greci abbiano scoperto il giglio nell'antico Egitto e lo avessero chiamato "leírion" in seguito a un equivoco linguistico. Certo è che oggi il giglio ha una fonologia simile in molte lingue: "lily" in inglese, "lliri" in catalano, "lirio" in spagnolo, "lis" in francese, "gilgia" in retoromancio e "Lilie" in tedesco, tanto per menzionare alcuni esempi.

Regali floreali con gigli sono selezionabili QUI.

 




Verso l'alto

Simbolismo: gigli per i terrestri e per gli dei



I gigli affascinano l'uomo per vari motivi fin dai tempi più remoti. Di conseguenza oggi simboleggiano luce, amore, fecondità, femminilità nonché innocenza, purezza e caducità. Nell'antico Egitto, per esempio, in seguito alla sua vasta diffusione, il giglio era simbolo di fecondità e di reincarnazione. Nell'antica Grecia si usava adornare la testa della sposa con una coroncina di gigli come nuziale auspicio di fecondità. Nell'antica Roma si apprezzava il loro inebriante profumo, tanto che si imbottivano cuscini e trapunte con i petali di questo fiore. E in Cina era consuetudine regalare alle giovani spose un giglio per augurare alla coppia novella dei figli maschi. Ma anche nel mondo degli dei i gigli erano irrinunciabili. Per esempio, secondo una leggenda tramandata dalla mitologia greca, la dea Era avrebbe fatto da nutrice al piccolo figliastro Eracle. Un giorno, quando lo staccò dal seno, una goccia del suo latte cadde nella volta celeste formando la Via Lattea. Alcune gocce raggiunsero invece la Terra e da esse sbocciarono i primi gigli. Ma la dea dell'amore Afrodite s'ingelosì della loro impeccabile bellezza a tal punto che, pazza d'invidia, inserì per spregio nel bel fiore un grosso pistillo giallo che ricordava il fallo di un asino. Cose dell'altro mondo!



Per scoprire il linguaggio dei fiori cliccare QUI.

Regali floreali con gigli sono selezionabili QUI.

 


Verso l'alto

Il giglio della Madonna: come simbolo di castità senza pistillo e filamenti

Weisse LilieWeisse LilieEngel Gabriel

Il giglio della Madonna o giglio candido (Lilium candidum), dal particolare profumo speziato, rientra tra le più antiche piante ornamentali da coltura. S'iniziò infatti a coltivarlo già verso la metà del terzo millennio a.C. I primi relativi accenni si trovano in testi egiziani risalenti circa al 2500 a.C. Ed è raffigurato anche su vasi dell'isola di Santorini nell'Egeo (1500 a.C.). Questa pregiata specie di giglio, allora simbolo di purezza e innocenza, di orgoglio e nobiltà, appare inoltre su bassorilievi assiri di Ninive. Nel mondo cristiano, fino al medioevo era associato al paganesimo, ma poi sopravvalse la sua bellezza, cosicché divenne simbolo di purezza e innocenza anche nella cultura cristiana. Da tale momento molti santi e padri della Chiesa furono raffigurati con un giglio come espressione della loro virtuosità. E secondo alcune leggende l'arcangelo Gabriele, nella sua apparizione a Maria per svelarle che sarebbe stata lei la madre di Gesù, teneva in mano un giglio bianco. Per evidenziare la purezza e la castità, i gigli della Madonna venivano raffigurati generalmente senza pistillo e filamenti. Infine questo tipo di giglio divenne il fiore di Maria o della Madonna per antonomasia, il che spiega il nome popolare di "giglio della Madonna". Fu il botanico Carl von Linné a battezzarlo nel 1753 con il nome scientifico di "lilium candidum", da cui l'italiano "giglio candido".

Regali floreali con gigli sono selezionabili QUI.

Erzengel GabrielLilien


Verso l'alto

Gigli bianchi e la loro forza simbolica

weisse Lilienweisse Lilienweisse Lilien

I gigli bianchi sono molto apprezzati. Da un lato come decorazione stilistica per interni e dall'altro anche per rendere onore a tappe significative come nascite, matrimoni e decessi. Il motivo per gli ambiti d'impiego quasi agli antipodi è dovuto tanto all'intrinseco simbolismo del giglio quanto alla simbologia dei colori. Il giglio rappresenta luce, amore, fecondità e femminilità, ma anche innocenza, purezza e caducità. Il bianco è invece simbolo di perfezione, saggezza, virtù, empatia, amore per la verità, inizio e fine. Inoltre il bianco è puro life style, perché ha un impatto elegante ed è abbinabile ai più diversi stili di arredamento. A proposito di gigli bianchi: la varietà Casablanca, dalla fragranza avvolgente, è particolarmente richiesta. Ma attenzione: non è adeguata al capezzale degli ammalati, perché qui non sono desiderati fiori dal profumo intenso.

Regali floreali con gigli sono selezionabili QUI.




 


Verso l'alto

Inebriante: vere e proprie pazzie per il giglio regale

KönigslilieKönigslilien

Per il giglio regale (Lilium regale), che può raggiungere un'altezza di 180 cm, non esiste la via di mezzo: o gli si voltano definitivamente le spalle, oppure si rimane soggiogati per sempre dal suo fascino. Il motivo è l'intenso, inebriante profumo dei maestosi fiori bianchi a forma d'imbuto, sfumati di giallo nella gola e purpurei all'esterno lungo la nervatura centrale. Lo scrittore inglese Beverley Nichols era un vero e proprio cultore di questi fiori e guardandoli ne rimaneva letteralmente estasiato. Fu così che acquistò una casa di campagna alquanto malandata solo perché includeva un giardino pieno di gigli. Il suo commento: "La loro bellezza era semplicemente sbalorditiva. Nel momento in cui li vidi, nella mia mente avevo già concluso il contratto d'acquisto per la casa. Le dimensioni della costruzione, i costi per le riparazioni, per non parlare delle spese di manutenzione - tutti questi dettagli negativi non contavano. Dovevo assolutamente entrare in possesso di quei gigli." E al loro scopritore britannico Henry Wilson i gigli regali sarebbero quasi costati la vita. Nell'estate del 1910, Il più famoso tra i numerosi cacciatori di piante scoprì in un'impraticabile regione montuosa della Cina occidentale una radura nella quale crescevano spontaneamente. Qui fece estrarre dalla terra dai membri della sua spedizione più di 6000 bulbi. Nel corso dei lavori rimase gravemente ferito da una caduta di massi. Nonostante una gamba sfracellata, non si mosse dal posto fino a quando tutto il bottino botanico fu messo al sicuro Solo ad operazione ultimata fece portare in salvo sé stesso.

Omaggi floreali con gigli sono selezionabili QUI.

E.H. WilsonE.H. Wilson


Verso l'alto

Il giglio rosso: potere afrodisiaco, rimedio anti-efelidi e surrogato del caffè

Donnerblume, Brandlilie, Füürblueme oder - im bündnerischen Puschlav - Flur da San Giuan (Sankt Johannes-Blume)Donnerblume, Brandlilie, Füürblueme oder - im bündnerischen Puschlav - Flur da San Giuan (Sankt Johannes-Blume)

Magia del sud con il set regalo Gudarrà "Southern Italian Essence"
Il giglio a crescita spontanea più diffuso in Europa è il giglio rosso (Lilium bulbiferum), dal vistoso rosso aranciato. Per quanto riguarda il profumo, rappresenta un'eccezione nel mondo dei gigli, perché è inodore. Viene impollinato dalle farfalle diurne che durante il loro lavoro sostano su uno dei petali alla cui base è situato il cosiddetto nettario, che la farfalla riesce a raggiungere grazie alla sua lunga spirotromba. Intorno al giglio rosso s'intessono singolari leggende. In Svizzera si credeva per esempio che questo fiore, se tenuto in casa, attirasse i lampi. I suoi bulbi venivano invece associati a un'accezione positiva, per cui si usava rifilare a una chioccia tra le uova della covata dei bulbilli ascellari di questa pianta allo scopo di favorire lo sviluppo di una bella nidiata di pulcini. Invece le persone che portavano con sé dei gigli rossi potevano contare sul successo con l'altro sesso. Non per ultimo, i bulbi di questo giglio fornivano un buon surrogato del caffè. Inoltre, dai petali si otteneva un colore rosso-arancione per pittura e perfino un elisir di bellezza per combattere le efelidi. Tra l'altro: nel linguaggio popolare il giglio rosso è noto anche come giglio di San Giovanni perché fiorisce a fine giugno, proprio in vista della festa di San Giovanni che ricorre il 24 giugno.

Regali floreali con gigli sono selezionabili QUI.

Feuer-LilieLilium bulbiferum


Verso l'alto

La misteriosa vita notturna del giglio martagone



Oltre al giglio rosso, rientra tra le liliacee a crescita spontanea più diffuse anche il giglio martagone (lat. Lilium martagon). È una delle più belle piante dei nostri boschi e per la sua robustezza e longevità (può vivere più di 50 anni) è molto apprezzato come pianta da giardino. È interessante il metodo d'impollinazione. I fiori penduli sono rivolti verso il basso e non offrono quindi una sicura superficie d'appoggio, per cui le piante possono essere impollinate soltanto da insetti dotati di una lunga proboscide (spirotromba) e in grado di "rimanere sospesi in volo" come p. e. gli sfingidi (famiglia delle farfalle) che librandosi in aria immobili davanti al fiore con la loro lunga spirotromba riescono a raggiungere i nettari inaccessibili ad altri insetti. Gli sfingidi hanno però un'attività crepuscolare e notturna. Pertanto, di giorno il giglio martagone non diffonde il suo profumo rimanendo "impercettibile" per gli insetti impollinatori. Soltanto quando gli altri fiori al crepuscolo chiudono le loro corolle, il giglio martagone si manifesta sprigionando il suo invadente profumo dolciastro per attirare le farfalle dalla lunga spirotromba.

Regali floreali con gigli sono selezionabili QUI.

 


Verso l'alto

Il tentativo di "produrr" oro con i bulbi di giglio martagone

TürkenbundTürkenbund, MehmetTürkenbund

Forse Il nome botanico Lilium martagon non vi dice molto. Ma vi tornano senz'altro noti i nomi popolari "riccio di dama" o anche "turbante del turco", due denominazioni che evidenziano le origini etimologiche controverse. La voce "martagon" è di matrice spagnola e significa "riccio di capelli". Potrebbe però anche provenire dal turco "martagan" per "turbante", copricapo introdotto dal sultano Mehmed I (1413-1421) ed evocato dalla forma del fiore. L'apposizione specifica martagone è messa anche in relazione con Marte, dio della guerra, perché nell'antichità il bulbo era ritenuto un valido talismano dai soldati di ventura che lo portavano addosso durante la battaglia. A proposito di bulbi: quelli del giglio martagone possono raggiungere un diametro di otto centimetri e sono composti di fitte scaglie di color giallo dorato. Per questo in tedesco gli alchimisti lo chiamarono "Goldwurz" (radice d'oro) e ne estraevano le essenze con le quali tentavano di trasformare in oro dei metalli non pregiati, cosa che rese molto noto il giglio martagone. S'iniziò a coltivarlo in tantissimi giardini come pianta ornamentale ed era associato a numerose superstizioni. In Svizzera, per esempio, era consuetudine appendere i fiori di questa pianta per proteggersi dalle malattie. Inoltre si attribuivano ai suoi bulbi il potere di tenere lontani i demoni. Non per ultimo, i bulbi venivano utilizzati come foraggio per le mucche perché si credeva che così si sarebbe ottenuto dal loro latte del burro in un'invitante sfumatura gialla.

Regali floreali con gigli sono selezionabili QUI.

 


Verso l'alto