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Rosa di Natale: la più bella del reame



Durante il periodo dell’Avvento e delle festività natalizie, le rose di Natale fanno parte delle piante e dei fiori recisi più richiesti in assoluto. Desiderate apprendere ulteriori storie e dettagli intriganti, diverenti e anche un po’ strani? Non dovete far altro che cliccare sui titoli che più vi interessano. Buona lettura!

I numerosi nomi della rosa di Natale e il loro significato


Perla d
Rosa delle nevi, Elleboro nero, fiore di Natale, rosa di Cristo, rosa di Natale o rosa invernale: tutti nomi che lasciano intuire quanto il fiore e le storie che lo accompagnano siano radicati nelle nostre tradizioni. Le definizioni con “neve” e “inverno” alludono alla sua fioritura invernale, mentre “Cristo” e “Natale” indicano la tradizione di coltivare le piante per le festività natalizie. Ma si chiama anche Elleboro nero, nome che si riferisce al termine greco elleboros, formato da due parole “helein” (uccidere) e “bora” (nutrimento). Questo nome è dovuto alle sostanze contenute nella pianta, la quale è altamente velenosa in tutte le sue parti, mentre il colore nero si riferisce al rizoma scuro. L’elleboro era conosciuto e utilizzato dagli antichi per le sue proprietà medicinali, i quali nonostante conoscessero la reale pericolosità della pianta ritenevano il decotto delle radici un valido rimedio alla pazzia. Le radici essiccate e polverizzate hanno una potente azione irritante, per cui un tempo venivano utilizzate per provocare gli starnuti. L’azione irritante, narcotica e anestetica è dovuta all’elleborina, un glucoside, il cui effetto può essere talmente potente che in passato si riteneva avesse la proprietà di rendere invisibili le persone.

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Particolarmente belle e resistenti: rose di Natale di produzione svizzera


Poiché le rose di Natale selvatiche sono rare e protette, i fioristi vendono esclusivamente piante di coltivazione, prevalentemente di produzione svizzera. Fleur Noble, il maggiore coltivatore di rose di Natale svizzero, ad esempio ha il vantaggio di coltivare con maggiore cura piante più piccole (ossia con minore apporto di calore) lasciando loro più tempo per la crescita. Inoltre, prima di mettere in vendita le piante più grandi queste crescono fino a tre anni all’aperto. In pratica, ciò significa che sia le piante piccole che quelle più grandi sono più resistenti rispetto a quelle messe in vendita dai coltivatori dopo poco tempo. Inoltre, Fleur Noble offre le rose di Natale anche in vasi di terracotta con muschio, un abbinamento stupendo e di grande effetto. Infine, il produttore svizzero offre specialità esclusive per Natale, quest’anno p. es. “Madame Lemonnier”, la prima rosa di Natale colorata, un ibrido Orientalis-Niger color pink. Concludiamo con un consiglio di cura del coltivatore svizzero: “Durante la stagione fredda l’elleboro andrebbe sempre innaffiato a sufficienza, mantenendo il terriccio ben umido. In particolare, è molto importante innaffiare il terriccio prima di una notte di gelo, poiché la pianta subisce danni se il terriccio è secco. Durante il periodo di gelo, è indispensabile concedere alla pianta il dovuto riposo: non innaffiare e non toccare, altrimenti le sue cellule rischiano di rompersi.”

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Rosa di Natale con antigelo integrato!


Elegante rosa di Natale in cestino (in terra) e miele millefiori svizzero
La rosa di Natale è una pianta perenne, rizomatosa, appartenente alla famiglie delle Ranuncolacee. Nel nostro continente è presente nell’Europa centrale meridionale nonché nelle alpi calcaree meridionali e orientali. Cresce fino a un’altitudine di 1900 metri e in Svizzera la si trova in pochi posti. Originariamente, la pianta proviene dal Sud-Est asiatico. Si ritiene che diverse specie rizomatose siano giunte in Europa dopo l’ultima era glaciale. Presumibilmente, nel corso dello sviluppo geologico, gli antenati dell’odierna rosa di Natale si diffusero lungo l’area mediterranea primordiale dal Sud-Est asiatico verso l’occidente. Ciò spiegherebbe lo sviluppo della facoltà di ritardare o addirittura interrompere la fase di crescita e fioritura, a causa dei costanti sbalzi di temperatura. Le rose di Natale hanno conservato anche un’altra caratteristica risalente a quei tempi. Le piante dispongono infatti di un particolare meccanismo per proteggersi dai danni del gelo: sono in grado di accumulare acqua negli spazi intercellulari, evitando così la distruzione delle cellule della pianta causata dal ghiaccio. Così, con il gelo i fiori e le foglie della rosa di Natale pendono verso il basso e sembrano appassiti, ma appena le temperature salgono si riprendono.

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La rosa di Natale: un tenero racconto natalizio


Sontuoso mazzo di fiori
Poiché la rosa di Natale è un fiore natalizio, esiste anche un racconto commovente al riguardo. Come tutte le fiabe inizia con “C’era una volta…”.
C’era una volta un pastore. Uno di quelli di cui la Bibbia narra che nella notte di Natale accudisse le pecore nei pressi di Betlemme. Ai pastori apparve un angelo per annunciare la nascita del Salvatore. I pastori, tra cui anche il nostro, decisero di mettersi in cammino per rendere visita a Gesù. Il nostro pastore era triste: desiderava tanto portare un dono a Gesù, ma essendo povero non aveva nulla da regalare. Inoltre era inverno e faceva freddo, quindi nei campi non vi erano fiori da cogliere. Il pastore iniziò a piangere amaramente. In quel momento avvenne un miracolo: le sue lacrime caddero al suolo e prima che asciugassero, spuntarono magnifici fiori, di una bellezza mai vista finora. Felice ne colse un intero mazzo e lo portò in regalo a Gesù. Era nata la rosa di Natale!

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Rose di Natale e previsioni del tempo


Alberello di Natale ... vaso incluso
In passato, le rose di Natale avevano anche la funzione di oracolo. Se si voleva sapere come sarebbe stato il tempo nel nuovo anno, la notte di Natale si mettevano in acqua dodici boccioli di rosa di Natale, assegnando ad ognuno di essi un mese. Le previsioni del tempo per i successivi dodici mesi venivano fatte sulla base di come i fiori sbocciavano: boccioli chiusi indicavano tempo avverso, quelli ben aperti bel tempo.
Provate anche voi: la possibilità di azzeccare non è inferiore rispetto ad altri metodi!

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Che cosa hanno in comune le rose di Natale e i rospi?


Che cosa accomuna le rose di Natale a numerose specie di rospi? Il veleno. Le rose di Natale contengono sostanze irritanti per la pelle e anche determinati tipi di rospi producono secreti velenosi. Nel medioevo si riteneva che i rospi avessero assorbito il veleno dalle rose di Natale. E questo fu anche il motivo per cui il botanico francese Antoine Laurent de Jussieu istituì la famiglia botanica delle Ranunculacee, di cui la rosa di Natale fa parte. Non a caso la designazione Ranunculacee contiene la parola “rana” o “ranunculus” (piccola rana). Si tratta di una teoria basata su convinzioni popolari che nessuno è in grado di provare. Tuttavia, grazie a moderni metodi d’analisi è stato scoperto che le sostanze irritanti delle rose di Natale e quelle secrete da alcuni rospi presentano una struttura chimica molto simile. Quindi in questa stramba convinzione folcloristica sembra esservi un granello di verità. Occorre precisare che nonostante la rosa di Natale (come molte altre piante appartenenti alla famiglia delle Ranunculacee) sia velenosa, i casi di avvelenamento – anche tra bambini e animali domestici – sono estremamente rari o addirittura sconosciuti.

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La rosa di Natale nella musica e nella mitologia


Non solo ci lasciamo stregare dalla bellezza conturbante delle rose di Natale. Questo fiore è anche stato fonte d’ispirazione per artisti, oltre a essere presente nella mitologia. Ad esempio, il testo originale di un famoso canto natalizio tedesco “Es ist ein Ros entsprungen” (“È spuntata una rosa”) è attribuito a un monaco di nome Laurentius che durante una passeggiata scoprì una rosa di Natale in fiore in un bosco invernale. Invece la canzone “Es blüht eine Rose zur Weihnachtszeit” (“Fiorisce una rosa a Natale”) è da considerarsi un vero e proprio inno alla rosa di Natale, divenuto famoso grazie all’interpretazione del tenore René Kollo e del baritono Thomas Hampson. Anche Eduard Mörike non era immune al fascino della rosa di Natale. In una delle sue poesie sulla bellezza delle piante si legge che “La più bella sei tu, figlia della luna e non del sole”. Ma si parlava della rosa di Natale già in una leggenda della mitologia germanica che narra di un bambino abbandonato nella notte dalla zia cattiva. La dea Freya ha pietà del piccolo, trasformandolo in una rosa di Natale. Da qui si ritiene che la pianta sia abitata dall’anima di un infante, divenendo simbolo d’innocenza.

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