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Fiori & Prosecco Albino Armani DOC

 

Desiderate saperne di più sul Prosecco? Sulla sua terra d’origine e sulla sua produzione? O magari vi incuriosiscono la differenza tra vino spumante, frizzante e tranquillo nonché il significato di Brut, Extra Dry, Dry e Demi Sec? O vi interessano i vigneti della famiglia Armani e Albino Armani stesso? Basta cliccare sui rispettivi titoli. A noi non resta che augurarvi buona lettura!

Prosecco Albino Armani DOC – brioso, raffinato e tutto da gustare!



Principessa dei gigli con Prosecco Albino Armani DOC (75cl)
L’elegante Prosecco Albino Armani DOC Extra Dry proviene dal Friuli, da una delle cinque tenute vinicole di Albino Armani. È caratterizzato da un bouquet delicato dal sentore di fiori e agrumi, ha un sapore armonico e si presenta lungo e sapido al palato, con un perlage persistente e delicato. Servito a una temperatura di 8-10°C si presta sia per l’aperitivo che per accompagnare un intero pasto. 
L’uva alla base di questo Prosecco viene coltivata sulle colline del Friuli, più precisamente nelle terre di Sequals, una riconosciuta regione DOC. Lì il terreno è composto per oltre l’80% da ghiaia e pietrisco che conferiscono al Prosecco uno spiccato sentore minerale e una nota molto fresca. La vendemmia avviene a settembre. Le bollicine si formano durante la seconda fermentazione praticata in botti d’acciaio inossidabile. Il risultato è un Prosecco elegante e particolare; il suo carattere pronunciato personifica lo stile di vita italiano ed entusiasma perfino i conoscitori.

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Portaghiaccio moderno con Prosecco Albino Armani DOC





C'è qualcosa di speciale da festeggiare? O siete ancora alla ricerca di un regalo eccezionale? Fate recapitare i vostri saluti floreali con il nostro apprezzatissimo Prosecco Albino Armani DOC, compreso un portaghiaccio alla moda, con o senza bicchieri. Ma anche un portaghiaccio decorato con fiori è una sorpresa di classe!

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Buoni motivi per abbinare fiori e Prosecco




In tutto il mondo vi è una forte richiesta di Prosecco! Non lo beviamo soltanto per brindare a Capodanno, bensì anche all’aperitivo, durante i pasti o semplicemente quando c’è una ragione per festeggiare. Le occasioni per regalarlo non mancano: un compleanno o l’onomastico, ma non solo. Anche per il fidanzamento, l’anniversario di matrimonio, quale ringraziamento per un invito, quando qualcuno ha superato un esame oppure a Natale e San Silvestro. Un grande vantaggio del Prosecco è che lo si può regalare sia agli uomini che alle donne oppure alle coppie. Ecco perché è interessante da abbinare ai fiori. 

Le creazioni floreali di Fleurop si possono combinare con i seguenti prodotti Prosecco della Cantina Albino Armani:
  • 1 bottiglia (75 cl) di Prosecco Albino Armani DOC Extra Dry, in un’elegante confezione regalo

  • 1 piccola bottiglia (20 cl) di Prosecco Albino Armani DOC Extra Dry


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Azienda Albino Armani: oltre 400 anni di tradizione vinicola

Solare bouquet primaverile con Prosecco Albino Armani DOC (75cl)

Non è noto quando esattamente la famiglia Armani iniziò con la viticoltura. La prima conferma scritta risale al 1607, quando Stefano Armani donò a suo figlio Domenico un appezzamento di terreno con vigna e alberi. La donazione venne autenticata da un notaio. Da allora, la storia della famiglia Armani e quella della viticoltura si sono sviluppate mano nella mano per oltre 400 anni. Oggi la famiglia Armani possiede cinque tenute vinicole. La più vecchia si trova in Trentino, dove il terreno collinare si presta in modo ottimale alla coltivazione di Chardonnay, Marzemino, Schiava ecc. Tre tenute si trovano nel Veneto, più precisamente in Val d’Adige, Valpolicella e Marca Trevigiana. I diversi tipi di terreno permettono alla famiglia Armani di coltivare i migliori vitigni e di produrre vini eccelsi, come ad esempio l’Amarone. La quinta tenuta vinicola si trova invece nel cuore della regione Doc Grave in Friuli, da dove proviene il nostro Prosecco. Il terreno è composto prevalentemente da ghiaia e pietrisco che nel dialetto locale sono chiamati claps. 






“Essere viticoltore in queste tenute è un privilegio”, spiega Albino Armani. “Ma ci vuole anche un impegno instancabile e una grande passione, affinché la vite cresca, l’uva maturi e si trasformi in un buon vino”.

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Quando un vino può chiamarsi Prosecco?


L’associazione tra Prosecco, Italia e Dolce Vita risale a molto tempo fa. Questo abbinamento ha regalato una tale fama al Prosecco che si continuò a produrne a un prezzo sempre più conveniente. Ben presto però in commercio vi era molto più Prosecco di quanto sarebbe stato possibile crearne nella regione d’origine. Il problema, si scoprì, risiedeva nel nome. Con Prosecco non si indicava soltanto l’origine, bensì anche il vitigno. Ecco perché il Ministero dell’agricoltura italiano corse ai ripari. In un’ordinanza del 2009 definì che Prosecco non indica più il nome del vitigno, bensì unicamente la designazione d’origine protetta, applicata a un vino bianco di qualità controllata, coltivato nelle regioni italiane di Venezia e Friuli Venezia Giulia. Inoltre, stabilisce che un vero Prosecco deve contenere almeno l’85% di vitigno autoctono Glera. Non da ultimo, anche la vinificazione e l’imbottigliamento devono avvenire nella regione. Chi vuole essere sicuro di acquistare un vino di qualità impeccabile, deve prestare attenzione alla denominazione DOC o DOCG. A proposito di eccellenza: il nostro Prosecco Albino Armani possiede la denominazione DOC e viene prodotto interamente con vitigno Glera.

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Il Prosecco è sempre frizzante?

Non per forza un Prosecco deve avere le bollicine. Vi sono tre differenti tipi di vino prodotti con il vitigno Glera che possono foggiare il famoso nome.

  • Assai raro è il semplice vino tranquillo senza una seconda fermentazione e privo di anidride carbonica. Raramente, questa categoria viene esportata fuori dai confini nazionali.

  • La variante di Prosecco chiamata «frizzante» ha un tenore di anidride carbonica moderato e una pressione compresa tra 1 e 2,5 bar in bottiglia. 

  • La variante eccelsa si chiama invece spumante (a partire da 3 bar). Questo Prosecco ha un tenore di anidride carbonica sensibilmente superiore rispetto alla variante “frizzante” e un perlage delicato che si conserva a lungo nel bicchiere. 

  • Il nostro Prosecco Albino Armani DOC è uno spumante e appartiene quindi alla classe eccelsa. 


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Brut, Extra Dry, Dry o Demi Sec: ma qual è la differenza?





Il Prosecco spumante si produce nelle varianti Brut (acidulo), Extra Dry (extra secco), Dry (secco) e Demi Sec (semi-secco). Questi termini altro non indicano che il tenore di zucchero presente in un vino. La variante Brut di un Prosecco, indica che in un litro sono contenuti da 0 a 12 grammi di zucchero, mentre nell’Extra Dry il residuo zuccherino si attesta tra 12 e 17 grammi, nel Dry tra 17 e 32 grammi e nel Demi Sec tra 32 e 50 grammi al litro. 
Il nome Prosecco, invece, non ha nulla a che vedere con l’attributo “secco”, bensì deve il suo nome al villaggio di Prosecco, facente parte del comune di Trieste. 
Tra l’altro: il Prosecco DOC Albino Armani in offerta da Fleurop fa parte della categoria “Extra Dry”.











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Albino Armani: “Svolgo il mestiere più bello del mondo”

Mazzo del mese di marzo con Prosecco Albino Armani DOC (75cl)


Le cantine Armani producono ogni anno circa un milione di bottiglie di vino, successivamente esportate nel mondo intero. Albino Armani potrebbe darsi alla bella vita e riposarsi sugli allori. Ma ciò non corrisponde alla sua indole, caratterizzata da una straordinaria curiosità, che lo spinge a provare sempre cose nuove. Malgrado ciò, Albino Armani non incorpora il classico commerciante. Quando ad esempio lo si incontra a una fiera enologica, ci si trova di fronte a un signore tranquillo, cortese e modesto. È praticamente cresciuto con la sua attuale professione: ha vissuto la sua prima vendemmia in tenera età. Da giovane ha studiato enologia e agronomia, anche se in realtà avrebbe desiderato diventare antropologo. Tuttavia, allora non era consuetudine prendere una strada diversa dalla tradizione di famiglia. Oggi non rimpiange nemmeno un istante la sua scelta professionale. “Essere viticoltore è per me un privilegio e una vocazione”, spiega Albino Armani. E: “Credo di esercitare il più bel mestiere del mondo. Immaginate! Infilare le mani nella terra e poi vedere come cresce la vite e si produce il vino: si tratta indubbiamente della migliore professione che il destino abbia potuto riservarmi”.  



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Egle Capilupi: indipendente e particolare come il nostro Prosecco

La donna al fianco di Albino Armani si chiama Egle Capilupi. È originaria della Calabria ed è praticamente cresciuta con il vino. “Bevevo vino già da bambina, ovviamente diluito con molta acqua”, ricorda. E aggiunge: “Del vino apprezzo il fatto che avvicini le persone, facilitando la loro comunicazione e permettendo loro di trascorrere momenti gioiosi”. E riguardo al Prosecco che dice? Ritiene che quest’ultimo sia una bevanda semplice e poco pretenziosa e quindi si presti per essere bevuto a ogni occasione e pasto. “Per me il Prosecco simboleggia allegria e spensieratezza”, aggiunge Egle. Come ha conosciuto Albino? “A Bologna, all’università”, risponde Egle, “praticamente verso la fine degli studi. Io mi sono laureata in lettere, più precisamente in lingua e letteratura russa, mentre Albino in agronomia”. Alcuni anni dopo, Egle diventò la moglie di Albino. Dopo la nascita del loro figlio, nel frattempo adulto, ha studiato naturopatia, conseguendo un ulteriore diploma. Oggi è attiva nell’azienda vinicola, dove si occupa di marketing, pubbliche relazioni e fidelizzazione della clientela. Per lei le persone sono importanti. Ecco perché prova un sincero piacere, quando clienti pluriennali diventano a poco a poco amici.
Inoltre, a Egle piace regalare fiori. “Sono segno di simpatia e amicizia”, sostiene. Ecco perché è particolarmente lieta che ora il suo Prosecco venga offerto assieme a fiori.

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Perché Albino Armani ha portato il vino in Lapponia?


“Ritengo che non si possa produrre un vino buono, senza amare il paese, dove viene coltivata la sua uva. Per amare il paese, bisogna conoscerlo”, illustra Albino Armani. Già da bambino gli capitava di sparire da casa alla scoperta dei dintorni. Una volta adulto, ha spesso investito i suoi soldi per viaggiare. Chiedendogli il motivo, riflette: “Forse perché mi piace mettermi a confronto con i luoghi più estremi che si possono trovare sul nostro pianeta, e testare così i miei stessi limiti fisici e mentali. Per me questi viaggi sono un modo per conoscere me stesso”. Armani si ricorda del deserto egizio – un’immensa distesa di sabbia – e di Spitzbergen, dove il mare di ghiaccio si estende all’infinito. Quando viaggia con la moglie e in compagnia di amici, cerca sempre del vino da degustare. Durante un viaggio in America Latina, visitando il Cile, la Bolivia e il Perù, ha avuto modo di assaggiare vini meravigliosi. Sapeva che in Lapponia ciò non sarebbe stato possibile. Ecco perché mise in valigia alcune bottiglie da casa, rinunciando in contropartita ad alcuni capi d’abbigliamento. “Fosse per me”, ci svela Armani, “pianterei la vite ovunque possibile. L’uva è portatrice di gioia e felicità”.

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Albino Armani: “Anche i vini semplici sanno essere grandiosi”

Una cesta colma di lavanda con Prosecco Albino Armani DOC (75cl)

Albino Armani non ha un vino preferito. “Abbiamo la fortuna di intrattenere buoni rapporti con produttori e commercianti del mondo intero. Ecco perché intavoliamo i vini più disparati. Siamo curiosi e assaggiamo ogni vino che ci viene proposto”. In passato tentava di trovare per ogni piatto il vino ideale. Oggi ha accantonato questa abitudine. Ad Armani piace sperimentare nuove combinazioni e ascoltare le opinioni dei giovani. In fin dei conti si tratta dei consumatori di domani. Ma cosa significa vino per lui? La sua risposta: “Per me il vino è sinonimo di comunità. Il vino non si crea in un singolo atto, bensì è il frutto di un lavoro collettivo”. Inoltre percepisce nel suo ruolo di viticoltore anche il dovere di contribuire allo sviluppo della regione in cui vive. Ma quali sono i vini che secondo lui meritano l’attributo di “grandioso”? Ad Armani questo aggettivo non piace per nulla. “Ma cosa vuol dire grandioso”, ribatte, “famoso, costoso, nobile ...”? Per lui, anche un semplice Vernatsch può essere grandioso, se abbinato al piatto giusto della cucina popolare. Predilige in ogni caso i vini tipici che parlano il linguaggio della regione in cui sono stati prodotti.

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Nell’antica Roma l’antenato si chiamava vinum pucinum


In Italia, il Prosecco presumibilmente è noto sin dall’antichità. Allora però si chiamava vinum pucinum. Il Castellum Pucinum che si trova a nord di Trieste, durante l’epoca degli antichi Romani dava il nome all’attuale regione del Prosecco. L’autore romano Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) citandolo nella sua opera Naturalis Historia lo descrisse come “ricco di caratteristiche terapeutiche”. Non si sa quale fu il vitigno alla base del vinum pucinum. Tuttavia è noto che Livia, ossia Augusta Giulia, la terza moglie dell’Imperatore Augusto, acquistò regolarmente questo vino. Al termine della sua lunga vita (compì 86 anni) attribuì la sua veneranda età al regolare consumo di questo vino, consigliandolo a chiunque quale elisir di lunga vita. Secondo Plinio, il vinum pucinum venne prodotto nel golfo adriatico, non lontano dalla zona collinare pietrosa, dove si situa la fonte del fiume Timavo, nei pressi di Monfalcone in Friuli Venezia Giulia. Quindi è possibile che il vinum pucinum si possa a tutti gli effetti considerare l’antenato del nostro Prosecco, ancora oggi da molti ritenuto un elisir di lunga vita.

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Into the Wine – la forza delle immagini (breve filmato)





Desiderate compiere un breve viaggio nel mondo di Albino Armani? Allora non lasciatevi sfuggire questo filmato, accompagnato da note jazz.

Si tratta di immagini forti che invitano a sognare: paesaggi mozzafiato, volti espressivi, un’osteria nel Trentino, pittoresche case in pietra, cantine, cavalli e un cane... che vive in una botte: proprio come Diogene!



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