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Erbette: inebrianti, squisite, irresistibili


Erbette aromatiche da usare in cucina, in bagno o per il benessere, coltivate in giardino e in balcone: cliccate sui titoli che vi interessano per apprendere di più sulle erbette fresche ed essiccate, sull’enorme varietà di specie, su dettagli divertenti riguardanti singole erbette e su come realizzare un sale da bagno fatto in casa. Buona lettura!

L’immensa varietà di erbette aromatiche


Cassetta aromatica (in terra) con vino rosso Gudarrà - Aglianico del Vulture (75cl)
Una cesta colma di lavanda

Le erbette fresche ci stuzzicano il palato e l’olfatto con il loro irresistibile sapore, come per esempio: basilico, erba cipollina, lavanda, maggiorana, melissa, menta, prezzemolo, rosmarino, salvia o timo. Non solo si addicono a cucinare saporiti piatti: si prestano anche per moltissime decorazioni. Inoltre, si possono creare fragranti mini-giardini. Nel frattempo, numerose erbette sono disponibili in molteplici varietà. Queste non solo hanno un sapore differente, bensì si distinguono anche per l’aspetto. Ad esempio, l’origano non dev’essere per forza verde: esiste anche una varietà dalle foglie gialle, mentre il colore dei fiori varia da lilla a rosa e bianco. Per il timo distinguiamo tra timo volgare, timo citriodoro all’arancia, timo citriodoro verde o giallo nonché timo portoghese e timo bianco. Mentre le varietà di salvia sono talmente tante che non siamo in grado di elencarle nell’ambito di quest’articolo!


Consiglio:
acquistate quantitativi maggiori di quelli necessitati. Perché le erbette aromatiche non sono solo adatte per cucinare: rappresentano anche un regalo originale per la cara mamma, per le amiche del cuore, per il vicino di casa gentile, nonché per le simpatiche colleghe di lavoro e ovviamente per tutti gli appassionati di cucina.

Erbette aromatiche e altre piante sono disponibili anche dal professionista. Visitate lo Shop QUI. 


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Erbette presentate in modo accattivante


 
Cestino di erbe (in terra) con il set regalo Gudarrà "Southern Italian Essence"

Le erbette utilizzate di frequente vanno conservate in cucina, le altre abbelliscono il balcone e l’entrata di casa oppure crescono in giardino. Tutte stanno a indicare che qui abita un buongustaio o una buongustaia! Tuttavia, anche l’occhio vuole la sua parte. Si possono usare vasi in terracotta, oppure nostalgici contenitori in smalto o terraglia, ceste rustiche o addirittura vecchie e pittoresche taniche d’olio d’oliva scoperchiate. Basta prestare attenzione che la messa in scena armonizzi con l’ambiente circostante. Se inoltre – a scanso di equivoci – decidete di annotare di quali erbette si tratta, nei centri specializzati trovate decorative targhette in ardesia, ceramica o legno. Un'ultima cosa: tra le erbette aromatiche, ecco quelle pluriennali e meno sensibili alle basse temperature o che addirittura sopportano una gelata: lavanda, maggiorana, rosmarino, salvia e timo.

Trovate idee decorative da realizzare con le erbette QUI.

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Come conservare le erbette per alcuni giorni


 
Una cesta colma di lavanda con Prosecco Albino Armani DOC (75cl)
Cassetta aromatica (in terra)

Le erbette appena colte sono ovviamente le migliori. Quando ciò non è possibile, non bisognerebbe conservarle per troppo tempo. Se occorre metterle per qualche giorno in frigo, la cosa migliore è lavarle e lasciarle sgocciolare accuratamente prima di riporle in un sacchetto di plastica o depositarle in un contenitore di plastica su un foglio di carta da cucina inumidito. In seguito, conservare nello scomparto delle verdure. Le erbette più delicate come il cerfoglio, la menta, l’aneto, l’erba cipollina, la melissa citronella e il levistico si conservano fino a cinque giorni, mentre quelle più robuste come il rosmarino, la salvia e il timo addirittura fino a dieci.

Consiglio: dopo l’acquisto, meglio non immergere le erbette in acqua. Infatti, oltre a farle appassire più rapidamente, l’acqua alimenta il loro metabolismo, disperdendo le sostanze nutrienti. Se desiderate conservare le erbette più a lungo, potete essiccarle, congelarle o metterle sott’olio (vedi paragrafo successivo).

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Essiccate, congelate o messe sott’olio? Con le erbette tutto è possibile!


 
Piccolo olivo con vino rosso Gudarrà - Aglianico del Vulture (75cl)

Se acquistate erbette fresche solo ogni tanto, ma desiderate averne sempre una piccola scorta, potete essiccarle, congelarle o conservarle sott’olio.
  • Per essiccarle, unite le erbette in piccoli mazzetti da legare e appendere con uno spago in un luogo ombroso, arieggiato e possibilmente privo di polvere. Una volta essiccate, conservarle in vasetti a chiusura ermetica.

  • Prezzemolo, aneto, dragoncello, levistico, melissa, erba cipollina e basilico si possono anche congelare. Lavare le erbette e dopo averle asciugate tamponandole, tritarle e trasferirle in un contenitore per i cubetti di ghiaccio. Aggiungere un po’ d’acqua e sistemare il contenitore in congelatore. Così avete sempre a portata di mano dadi di erbette aromatiche, da aggiungere direttamente in padella.

  • Non da ultimo, le erbette preferite si possono anche lavare, asciugare, tritare finemente e versare, singolarmente o come miscela, in piccoli vasetti con tappo a vite. È sufficiente versarvi sopra olio commestibile (l’olio deve coprire di 2 cm le erbette). Tra qualche settimana avrete un eccellente olio aromatizzato.
Suggerimento:
annotare il contenuto sui vasetti.

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Puro relax: sale da bagno con erbette fatto in casa


 
Se ogni tanto vi concedete un bagno rilassante, vi sveliamo una ricetta per realizzare un magnifico sale da bagno a base di erbette e petali di rosa.

Ingredienti:
500 g di sale marino; 4 cucchiai pieni di latte in polvere; 2-3 c. di foglie di rosmarino essiccate; 1-2 c. di fiori di lavanda essiccati; una manciata di petali di rosa essiccati.

Realizzazione:
  1. Mescolare accuratamente tutti gli ingredienti.

  2. Versare la miscela in un contenitore di vetro con coperchio. Per un bagno rilassante, far sciogliere da 50 a 100 grammi di sale da bagno in acqua calda.
Suggerimenti:
decorato con una bella etichetta e/o un nastrino, questo sale da bagno fatto in casa è un fantastico regalo per la cara mamma, il proprio tesoro o l’amica del cuore. L’abbinamento dei sali minerali contenuti nel sale marino e del latte in polvere cura intensamente la pelle. Le erbette sprigionano il loro profumo nell’acqua calda e provvedono a liberare il naso e le vie respiratorie, mentre i petali di rosa conferiscono un tocco romantico a questa bella esperienza.



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Affumicare con erbette e fiori


 
Da sempre, si ritiene che fuoco e fumo abbiano proprietà purificanti. Per questo, sin dai tempi remoti, si bruciano determinate sostanze. Da quando conosciamo il fuoco, pratichiamo l’affumicatura, anche con le erbette. Molte sostanze profumate esalate in tal modo dalle piante hanno un effetto benefico su anima e corpo. Esempi: la melissa migliora lo stato d’animo; la menta rinfresca e tonifica; la camomilla favorisce i processi di guarigione, l’armonia e l’equilibrio; la salvia purifica e neutralizza i cattivi odori e le energie negative (pensieri ed emozioni opprimenti); la lavanda ha un effetto lenitivo, purifica l’aria e rafforza le energie positive; la maggiorana (origano) calma i nervi tesi e fa recuperare l’energia persa. In altre parole: provare per credere. Se fatto correttamente, l’odore è meno penetrante di quello degli oli essenziali e quindi più piacevole soprattutto per gli animali domestici che possiedono un olfatto molto più fine del nostro.

Materiale:
bruciatore per essenze; candelina scaldavivande; erbette essiccate; ev. mortaio.

Realizzazione:
  1. Preparare le erbette o la miscela di erbe.

  2. Togliere le parti dure come p. es. i gambi e sminuzzare le erbette, ev. servendosi di un mortaio. Prestare attenzione che le parti di erbette non diventino troppo minuscole, altrimenti escono dalle maglie del setaccio.

  3. Accendere la candelina scaldavivande, posizionarla nel bruciatore e appoggiarvi sopra il setaccio in metallo.

  4. Sistemare ca. 2 cucchiaini di erbette nel setaccio. Fare attenzione che siano ben distribuite e non tocchino il bordo del setaccio.

  5. Ora godetevi il profumo che si sprigiona (pressoché senza formazione di fumo) oppure distribuitelo nel locale e tra i presenti con una piuma o un ventaglio.
Suggerimenti:
chi lo desidera, può aggiungere alle erbette anche un po’ di incenso.

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Salvia: nell’antica Cina la pianta della longevità


 
Una cesta colma di lavanda e miele millefiori svizzero
Cassetta aromatica (in terra)

Non si sa esattamente quando e dove comparve la prima pianta di salvia. Sicuramente venne citata già nei libri di medicina cinese del 3000 a.C. I cinesi la chiamavano “pianta della longevità” e la ritenevano tanto importante che erano disposti a offrire tre casse del loro tè più pregiato in cambio di una cassa di salvia essiccata. Già allora, venne impiegata come pianta officinale e come deodorante, ma anche come conservante. Più tardi, fu altrettanto apprezzata sia dagli antichi Greci che dai Romani. E nel XIV secolo la scuola medica salernitana lodava la salvia con le seguenti parole: “Perché mai un uomo nel cui giardino cresce la salvia dovrebbe morire”?

La salvia accompagna gli uomini da migliaia di anni. Ciò non stupisce se si considera il fatto che, ad eccezione dell’Australia e dell’Antartide, cresce su tutti i continenti e si conoscono attorno alle 900 varietà. L’etimologia del nome deriva dal verbo latino “salvare”, a prova che sin dall’antichità diverse specie di salvia erano impiegate a scopo terapeutico. Un’ultima cosa: i fiori di salvia sono molto amati dalle api e il miele ricavato da un ettaro di coltivazione può anche eccedere i 600 kg all’anno, superando la colza, una pianta considerata particolarmente mellifera.

Ulteriori informazioni sul miele e sulle api si trovano QUI.

Per i nostri regali floreali con miele cliccare QUI. 


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La salvia impedisce ai grassi di irrancidire


 
Cassetta aromatica (in terra) con vino rosso Gudarrà - Aglianico del Vulture (75cl)

La salvia fece la sua comparsa nelle nostre cucine soltanto nel Medioevo. Presto ci si accorse che impediva ai grassi di irrancidire. Poiché a quei tempi i frigoriferi non esistevano ancora, si trattava di un importante e utile vantaggio. Ma naturalmente i pregi della salvia non finivano e non finiscono qui. Si tratta di un’erbetta dall’aroma pronunciato e dal sapore deciso che viene utilizzata per condire carne, selvaggina, pollame, salsicce, pesce, formaggio alle erbe e molto altro ancora. Si accosta bene anche quale condimento di piatti dal sapore pronunciato come fegato, prosciutto o carne d’agnello. Se fritta conserva il suo sapore ed è per questo che viene anche servita così, avvolta in pastella. E poiché favorisce la digestione, è particolarmente indicata assieme ai cibi grassi. Non da ultimo la salvia ananas conferisce un tocco particolare ai dolci e alle bowle ai frutti. Sono ottime le foglie fresche, mentre quelle essiccate hanno un aroma quasi troppo intenso. Pertanto, consigliamo a chi desidera assicurarsi il sapore della salvia anche in inverno, di congelare o mettere sott’olio le sue foglie. La salvia, contrariamente a molte altre erbette aromatiche ha il vantaggio di sviluppare meglio il suo aroma se cotta o fritta nel burro o in olio d’oliva. Basta ricordarsi di dosarla con parsimonia per evitare che diventi la nota dominante nel piatto.

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Perché i cantanti lirici fanno i gargarismi con la salvia


 
La ricerca moderna non accetta nulla che non possa essere provato scientificamente, ma spesso è in grado di confermare antiche conoscenze. Ciò è anche il caso della salvia. In passato veniva utilizzata per combattere le malattie delle vie respiratorie. Oggi sappiamo che la salvia aiuta veramente, poiché contiene acido rosmarinico dalle proprietà antivirali, antibatteriche e antinfiammatorie. Provate a masticare il più a lungo possibile una foglia di salvia quando soffrite di mal di gola: vi aiuterà. Inoltre, nel caso di infiammazioni della gola e delle tonsille, fare i gargarismi con un tè di salvia arricchito di miele e succo di limone è un ottimo rimedio. Un metodo utilizzato anche dai cantanti lirici quando hanno sforzato eccessivamente le corde vocali. In passato la salvia veniva impiegata anche per ridurre un’eccessiva sudorazione. Oggi sappiamo che effettivamente inibisce la produzione di sudore, poiché contiene sostanze attive antisettiche e astringenti. Ciò spiega come mai in commercio si trovano parecchi deodoranti con l’ingrediente “salvia”.

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Rosmarino: erbetta aromatica, pianta medicinale e sostituto dell’incenso


 
Cestino di erbe (in terra) con il set regalo Gudarrà "Southern Italian Essence"

Originariamente, il rosmarino selvatico cresceva nelle regioni del Mediterraneo centro-occidentale, soprattutto lungo le coste. Non si sa quando giunse in Europa centrale: magari lo portarono i Romani, ma forse sono stati i monaci benedettini. Sicuro è che nel 812 d.C. figurava nel Capitulare de villis (Decreto sulle ville) di Carlo Magno. Il suo intenso profumo ci ricorda le vacanze trascorse al sole: il rosmarino è sempre associato al Mediterraneo. Un’idea che si rafforza ulteriormente quando questa pianta poco appariscente della famiglia delle lamiaceae schiude i suoi fiorellini azzurri. Oggi il rosmarino vanta una lunga tradizione alle nostre latitudini, non solo come condimento in cucina, bensì anche come pianta medicinale. In merito all’origine del suo nome, esistono diverse teorie. Una versione ampiamente divulgata ci porta alla locuzione latina di “ros marinus” (= rugiada del mare). Tale nome si spiega poiché i fiori dei cespugli di rosmarino che crescono lungo le coste del Mediterraneo di notte si riempiono di rugiada. Un’altra spiegazione lo associa alle parole greche “rhops myrinos” (mazzo balsamico). Questa interpretazione ricollega il rosmarino al culto degli dei, durante il quale veniva impiegato come economico sostituto dell’incenso.

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Il rosmarino: galante pianta per innamorati e sposi


 
Il rosmarino simboleggia l’amore, la fedeltà e l’immortalità, ma è anche considerato un afrodisiaco. Nelle culture antiche lo si dedicava agli dei. Nel Medioevo i galanti troubadour lo consegnavano alle damigelle di loro scelta. Anche Shakespeare si avvalse della simbologia del rosmarino, quando fece consegnare da Ofelia ad Amleto una corona di rosmarino in segno di fedeltà. E non da ultimo, oltre 2000 anni or sono il classico mazzo da sposa romano comprendeva rosmarino, mirto, fiori d’arancio, timo e salvia. Più tardi il rosmarino si guadagnò addirittura il rango di solista ai matrimoni. Ad esempio in Germania, dove ancora all’inizio del XX secolo le spose portavano una corona di rosmarino nei capelli. In alcune regioni anche lo sposo, la damigella e il suo cavaliere, gli invitati e addirittura l’ecclesiastico si addobbavano con ramoscelli di rosmarino, poiché questi simboleggiavano amore eterno, fedeltà e fertilità. Un’usanza particolare praticata in Portogallo e Italia era quella di infilare rosmarino nelle scarpe della sposa. Ma forse era soprattutto il suo intenso profumo a servire alla sposa che desiderava superare la lunga giornata nelle scarpe a tacco alto con i piedi privi di cattivi odori. Tra l’altro: per molto tempo in Belgio il rosmarino era considerato un simbolo della vita. Per questo si raccontava ai bambini che i neonati si andavano a prendere in un cespuglio di rosmarino.

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Mediterraneo al 100%: il rosmarino in cucina


 
Nella cucina mediterranea il rosmarino è un’importante spezia che si abbina bene agli stufati, alla selvaggina, all’agnello, al coniglio, al pollame, ai frutti di mare, al pesce e alle verdure; spesso viene utilizzato per preparare il burro alle erbe ed è considerato un classico condimento per grigliate. Il rosmarino è impiegato anche nelle pietanze dolci. Fresco ha un leggero profumo di legno di conifera e ginepro, mentre essiccato ha un sapore più forte e deciso. A volte, si aggiungono interi ramoscelli durante la cottura che poi vanno eliminati prima di servire la pietanza. Contrariamente ad altre erbette aromatiche il rosmarino sopporta bene anche temperature elevate e i tempi di cottura lunghi. Fresco o essiccato: l’aroma del rosmarino è dominante e difficilmente si abbina ad altre spezie. Al massimo, un buon accostamento nasce con il vino rosso, l’olio d’oliva, l’aglio, i pinoli, la scorza di limone, il timo e il sale marino. Dulcis in fundo: il rosmarino rende digeribili i cibi, poiché aiuta il fegato e la cistifellea, favorendo la digestione. 

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Perché i legionari romani si concedevano un bagno al timo


 
Saluto estivo profumato e set regalo con diversi tipi di miele
Cestino di erbe (in terra)

Originariamente il timo proviene dalla regione orientale del Mediterraneo. Il suo nome riconduce al lemma greco “thymos” che significa forza, coraggio e fa riferimento all’effetto stimolante di questa spezia. I medici greci e romani apprezzavano molto questa erbetta. I legionari romani, prima di affrontare qualsiasi battaglia, si concedevano un bagno caldo a base di estratto di timo in una tinozza per incrementare la loro motivazione. Nell’XI secolo i monaci erranti benedettini portarono il timo dall’Italia in Europa centrale, dove fece la sua fortuna non solo come erba officinale dalle proprietà antisettiche, bensì anche nelle cucine inglesi e francesi. Oggi, tra le molte varietà è soprattutto conosciuto il timo maggiore (thymus vulgaris). Molto amato anche il timo limone (resistente al freddo, con profumo di limone) e il timo a fascetti (abbastanza resistente al freddo, decorativo perché i ramoscelli pendono a cascata, viene chiamato anche timo porcino a causa del suo particolare aroma). Tutte le varietà di timo sono piante robuste che necessitano di poca acqua. Prediligono i terreni sabbiosi o con sassi, dove l’acqua non ristagna. Chi pianta il timo in vaso o in giardino deve assicurarsi che il terriccio sia ben drenato: l’acqua stagnante è assolutamente da evitare. Tra l’altro: il timo è anche una ghiandola del corpo umano situata dietro allo sterno. Nell’antichità classica si riteneva che fosse la casa dell’anima. Oggi invece sappiamo che la funzione principale del timo è lo sviluppo del sistema immunitario, perché è proprio nel timo che i nostri leucociti “imparano” a riconoscere e distruggere le cellule estranee. 

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