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Fiori & miele - una combinazione per i più golosi

Blumen und Honig - eine Kombination für Leckermäuler

Di più sulle laboriose api, sul dolce miele, su apicolture transumanti, lacrime divine e api in grembi artificiali? Cliccate sui nostri titoli: vi auguriamo una piacevole lettura!

Fiori Fleurop & pregiato miele Bee-Family


Un affettuoso regalo da abbinare agli omaggi floreali e associato per natura al mondo dei fiori: un desiderio espresso da molti dei nostri e delle nostre clienti. È pertanto con vero piacere che vi presentiamo i nostri prodotti a base di miele dell’azienda Bee-Family. Si tratta di prodotti pregiati e genuini, presentati in un’elegante confezione. Oltretutto contribuiscono a combattere la moria delle api.



Biene auf BlumeBiene auf Blüten

Voglia di assaggiare o regalare miele eccellente? Su richiesta lo recapitiamo insieme al vostro saluto floreale. Potete scegliere tra i due seguenti set regalo:

  • Un vasetto da 350g di miele millefiori svizzero certificato Bee-Family, in un'elegante confezione regalo.

  • Sei vasetti da 70 g l’uno, con sei differenti tipi di miele in un’elegante confezione regalo. I vasetti contengono: miele di girasole, miele millefiori svizzero, miele di biancospino, miele di coriandolo, miele di bosco svizzero e miele di facelia.

L’azienda apistica Bee-Family svolge la propria attività nel rispetto dell’etica ambientale, operando con responsabilità nei confronti della natura e dei prodotti ricavati. L’azienda s’impegna nella preservazione e nella tutela delle varie razze di api sane in regioni incontaminate, dall'ambiente naturale. Tutti i tipi di miele si distinguono per il loro elevatissimo standard qualitativo, sono testati da laboratori accreditati e con garanzia di essere privo di residui.

Ulteriori informazioni sul prodotto sono visionabili QUI.

Una degustazione con fiori e miele Bee-Familiy? Lo Shop è a portata di clic QUI.












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Dietro la "Bee-Family" si cela un’appassionata apicoltrice



La fondatrice della Bee-Family AG è l’appassionata apicoltrice Marisa Bühler. Cresciuta sul lago di Costanza, ha imparato ad amare il mestiere e le api carniche dal nonno, in Carinzia. Quest’esperienza d'infanzia le è rimasta talmente impressa da indurla, più tardi, a dedicarsi all’apicoltura iniziando il percorso fin dalla gavetta, Dapprima mise a punto un’arnia a Uzwil. Da qui iniziò a svilupparsi la sua grande passione. Con il crescente pericolo di spopolamento delle api, andò man mano radicandosi la convinzione che non era sufficiente limitarsi a parlare del tema, rispettivamente che era giunto il momento di agire. E così fu fondata la Bee-Family, un’azienda impegnata nella tutela e nella preservazione delle api mellifere, dette anche api domestiche, con nuovi insediamenti di popolazioni di api in siti selezionati. Per l’azienda la premessa essenziale è un’apicoltura ecosostenibile, priva di agenti chimici, per dare con ciò alle api la possibilità di produrre il loro miele in conformità alla natura: un miele genuino, puro, sano, ricco di oligoelementi, vitamine e minerali.

Un angolo di primavera (su substrato) e set regalo con diversi tipi di miele




Colonie di api sane e resistenti e l’ottima cooperazione con apicoltori che lavorano facendo propri i criteri della Bee-Family, garantiscono l’elevata qualità dei prodotti. L'azienda effettua periodicamente controlli dei partner nonché prelievi sistematici per ogni raccolta di miele. I campioni prelevati vengono sigillati e analizzati da istituti abilitati come Agroscope di Liebefeld (CH) per escludere la presenza di agenti contaminanti e di residui nocivi. Le costose analisi garantiscono la rispondenza agli elevati requisiti di qualità della Bee-Family.

Una degustazione con fiori e miele millefiori? Lo Shop è a portata di clic QUI.


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Le api mellifere esistono da circa 100 milioni di anni

Bienen im StockBiene im alten Ägyptenalte Imkerei

Sun of Indian Summer e set regalo con diversi tipi di miele
L’ape ha fatto la sua comparsa sul nostro pianeta molto prima dell'uomo. I ritrovamenti fossili più antichi testimoniano che l’ape mellifera esisteva già circa 100 milioni di anni fa. Poi, più o meno due milioni di anni or sono, entrò in scena l’uomo. Trascorse però parecchio tempo prima che l’uomo imparasse ad apprezzare e a sfruttare il miele delle api, allora naturalmente ancora selvatiche. Certo è che conosceva il miele già nella preistoria e lo utilizzava sia come alimento, sia per adescare gli orsi durante la caccia. Lo testimoniano varie pitture rupestri (dipinti murali nelle caverne) dell’epoca neolitica, tra le quali una delle più remote è "Il cacciatore di miele", un graffito, nella Cueva de la Araña (Valencia, Spagna) risalente al 5000 a.C. circa, che raffigura una persona mentre preleva il miele dai favi. Già allora si sapeva che da un ceppo di api si poteva ottenere il miele più volte consecutivamente, a patto di non danneggiare il favo di covata e le larve stesse. Da qui si sviluppò la tecnica dell’affumicamento dei nidi per consentire un più agevole, seppur cauto, prelievo del miele. Quando, con l’evolversi dell’agricoltura, al nomadismo subentrò il sedentarismo con il conseguente processo di urbanizzazione, iniziò a diffondersi l’allevamento delle api e la selezione delle razze. L’idea dell’apicoltura sistematica si diffuse sulla scia degli scambi commerciali e culturali, in particolare nelle civiltà più evolute dell’antica Mesopotamia e del regno d'Egitto. Presso gli egizi l’apicoltura era altamente sviluppata e i numerosi reperti archeologici per molto tempo hanno indotto gli scienziati a credere che l’apicoltura avesse avuto origine proprio in Egitto. Ma scavi archeologici nell’Asia centrale hanno smentito la teoria, dimostrando che in questa regione l’apicoltura era praticata già molto tempo prima.

Una degustazione con fiori e miele millefiori? Le nostre proposte vi attendono QUI.


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Le api carniche sono mansuete

Carnica BieneCarnica Biene

Il miele Bee-Family offerto da Fleurop è prodotto dalle api carniche. Sono originarie della Carinzia, rispettivamente della Slovenia che un tempo apparteneva all’Austria, per cui sono dette anche api della Carinzia. L’ape carnica è un’ottima ape mellifera che presenta marcate caratteristiche: è docile, ha uno spiccato istinto per la pulizia dell'alveare, è resistente ed ha una grande adattabilità al clima e all'ambiente. La sua mansuetudine la rende simpatica. Perché nonostante tutto l'amore per il miele e per le api, a nessuno piace essere punto – nemmeno alle api stesse!

Trovate il nostro miele prodotto dalle docili api carniche QUI.


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Il miele predilige il fresco e il buio

HonigbrotBiene auf Lavendelblüte

È preferibile consumare il miele a freddo, perché se riscaldato oltre i 40° C subisce una perdita degli importanti enzimi. Nel forno a microonde il contenuto di enzimi si annienta già dopo pochi secondi. Pertanto il miele non dovrebbe essere sottoposto a cottura. È però ammesso un breve riscaldamento per dolcificare bevande tiepide o calde, perché la bevanda si raffredda relativamente presto mentre viene bevuta. Suggerimento: per far ritornare il miele cristallizzato allo stato liquido, riscaldarlo con accortezza a bagnomaria.

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L’apicoltura itinerante nell’antico Egitto

HonigbieneCleopatra / kleopatra

Già circa 4000 anni a.C. nell’antico Egitto si era giunti alla conclusione che la produzione del miele e la resa dei raccolti di frutta potevano essere aumentate con l’insediamento di popolazioni di api in zone adibite all’agricoltura intensa. Ma ancora più raffinata era l’idea della cosiddetta apicoltura transumante, detta anche itinerante o nomade. Per realizzarla, nel Basso Egitto in primavera si caricavano intere popolazioni di api su appositi battelli per trasportarle lungo il Nilo fin nell’Alto Egitto. Nel corso del tragitto, le api producevano grandi quantità di miele e provvedevano anche a impollinare le piante coltivate. Ma nonostante tutti questi sforzi ben presto il mercato locale del miele non riuscì più a far fronte alla richiesta, per cui si dovette ricorrere all’importazione. Nel frattempo, infatti, il miele aveva assunto un ruolo importante non soltanto nelle offerte agli dei, bensì anche come rimedio terapeutico, come ingrediente di prodotti cosmetici, nonché per edulcorare dolci e vino. Di conseguenza era anche caro. Sembra che allora un barattolo di miele corrispondesse al valore di un asino o di un manzo. E il furto del miele veniva punito con la morte.

Scoprite il nostro miele Bee-Family di prima qualità cliccando QUI.





Honig als OpfergabeCarnica BieneSchiff auf dem Nil


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Le api sono le lacrime del dio del sole Ra

HonigbieneGoldene Bienenbrochen aus der Antike

Nell’antico Egitto il miele era considerato il "cibo degli dei", "fonte dell'immortalità" e "provvista per il viaggio nell'aldilà". Veniva offerto in sacrificio alle divinità, era utilizzato nell’arte dell’imbalsamazione dei defunti, veniva deposto accanto alle salme nelle tombe e nelle piramidi. Naturalmente era riservato soltanto ai faraoni e ai ceti altolocati. Nel Basso Egitto l’ideogramma dell’ape divenne perfino simbolo del potere dei faraoni, per cui nella scrittura geroglifica il potere veniva espresso con il simbolo dell’ape regina, mentre i sudditi erano raffigurati come api operaie. Circa 3000 anni a.C., con l’unificazione dell’Alto e del Basso Egitto, l’ape divenne il geroglifico più importante. È interessante il contenuto di un papiro risalente al XII secolo a.C. secondo il quale le lacrime del dio del sole Ra cadute sulla terra si trasformarono in api che costruivano alveari e raccoglievano il polline volando di fiore in fiore. Nacquero così il miele e la cera. Una leggenda proprio suggestiva, vero?

Trovate il nostro miele millefiori divinamente squisito QUI.





Bienen InschriftenBienen Inschriften


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Rifugi per le api: dai tronchi cavi al "grembo artificiale"

Honigernte früherBieneBienenstöcke

Originariamente le api vivevano nelle cavità naturali degli alberi nel bosco. Poi l’uomo iniziò a mettere a loro disposizione come siti di nidificazione tronchi d’albero svuotati e altre cavità o anche – p. e. in Africa – contenitori di argilla. Più tardi nell’Europa occidentale i tronchi cavi furono sostituiti da primordiali imitazioni di alveari, i cosiddetti bugni. Si trattava di pezzi di tronchi svuotati o di altre strutture a forma più o meno di secchio adibite ad arnie. Avevano il vantaggio di essere trasportabili e venivano impiegate solo nelle aree in cui c’erano dei boschi. In altre zone si costruivano alloggiamenti fatti con giunchi, canne, vimini o paglia (cosiddette arnie, ovvero alveari artificiali). Si svilupparono inoltre forme particolari come per esempio le arnie figurative dalla foggia di statue intagliate nel legno e dipinte. Per evidenziare la fertilità delle api, i fori di volo erano spesso ubicati nel basso ventre della figura. Presentavano però lo svantaggio che per la raccolta del miele bisognava asportare e tagliare una parte dei favi, distruggendoli. Questi tipi di ricoveri artificiali per api erano definiti arnie a pannelli o a favi fissi. Oggigiorno si sono affermate le strutture mobili, dette arnie razionali, nelle quali i favi vengono collocati su telaini estraibili. Sono noti dal XIX secolo, un’epoca nella quale avvennero numerosi sviluppi e scoperte. Ne è un esempio lo smielatore che consente il riutilizzo dei favi dopo l’estrazione del miele, evitando alle api un ulteriore dispendio di energia per la ricostruzione.

Il nostro miele prodotto con passione e dedizione vi attende QUI.

BienenstockFigurenstock


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La colonia di api: un rigorosissimo modello di organizzazione sociale

BieneBiene

Una colonia o famiglia di api è una comunità complessa comprendente oltre 40‘000 api, nella quale ogni ape ha il suo specifico ruolo. La regina è la regnante incontrastata. È più grande delle altre api e provvede alla costante crescita della famiglia. È dotata di pungiglione, ma prima del volo nuziale lo impiega soltanto per uccidere le rivali. Due settimane dopo la nascita la regina si allontana dall'alveare nel cosiddetto volo di fecondazione, per accoppiarsi con i fuchi. L’ape regina raccoglie lo sperma dei fuchi nella spermateca, una piccola sacca interna nel suo corpo. La riserva è sufficiente per l’intero ciclo di vita dell’ape regina che varia da due a quattro anni. Le api operaie provvedono al benessere della regina e della nidiata. Partecipano inoltre all’ampliamento dei favi, li sorvegliano e cercano nettare nonché melata. Le api operaie sono sempre attive lì dove possono essere di maggiore utilità per la colonia. D’estate la loro durata di vita varia da 4 a 8 settimane. D’inverno sopravvivono fino a sei mesi perché non devono volare fuori e lavorano molto di meno. Tutte le api sono femmine, salvo i fuchi che nascono da uova non fecondate. Il loro compito principale consiste nell’inseminazione della regina. Muoiono subito dopo l’accoppiamento perché il loro endofallo rimane "uncinato" nel corpo della regina, con il conseguente sradicamento delle viscere. Durante l’inverno i fuchi non sono necessari e il loro sostentamento costituirebbe uno spreco di risorse. Pertanto quelli che non si sono accoppiati con la regina vengono espulsi dall'arnia, prevalentemente intorno al solstizio d’estate.

Una degustazione con fiori e miele millefiori? Le nostre ispirazioni vi attendono QUI.


BienenköniginBienenschwarm an BaumBienen in Wabe


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Contribuite anche voi alla lotta contro la moria delle api

Biene mit PollenBäumeBiene an Blüte

Da circa dieci anni si assiste in tutto il mondo ad un’anomala moria di api. Un anno fa gli esperti hanno comunicato che nell’inverno precedente, solo in Svizzera, erano scomparse circa 100’000 colonie di api. Per quale motivo? Se da un lato, in quel particolare periodo, la moria di api era dipesa da un’infestazione di parassiti, dall’altro il triste destino delle api appare indissolubilmente legato alla crescente sterilità dei giardini privi di fiori, piante erbacee, arbusti e alberi.

Biene auf SchwarzdornLavendel orientalisch

Non si deve dimenticare che la produzione alimentare globale dipende per il 35% dagli insetti impollinatori. La produzione di tutta la frutta dipende dall’operato di questi laboriosi insetti, come pure il raccolto di circa 4000 varietà di verdure coltivate in Europa. Queste cifre dimostrano l’importanza della sopravvivenza delle api. Per questo dobbiamo fare il possibile affinché dalla primavera all’autunno le api abbiano a disposizione fioriture da cui trarre il proprio nutrimento. Basterebbe anche solo riprendere a coltivare piante fiorite su balconi, terrazze o giardini. E non è detto che la scelta debba essere limitata a bosso o tuja. Pensiamo a tutte le robuste varietà indigene di arbusti fioriti come il biancospino, il biancospino rosso e il prugnolo selvatico, o al pero corvino, alla rosa canina, alle margherite, ai girasoli, alla lavanda, al rosmarino, alla salvia e ad altre erbe aromatiche. Chi poi desidera impegnarsi concretamente per prevenire l'estinzione delle api, può sostenere l’opera di Bee-Family con una donazione.

Per accedere alle donazioni a favore di Bee-Family, cliccare QUI.

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